|
La storia di Pavia ha inizio in epoca
preromana quando un insediamento fu fondato dalle tribù della Gallia
transpadana sulle rive del fiume Ticino poco distante dalla
confluenza con il fiume Po. Plinio scrisse che fu fondata dalle
tribù liguri dei Levi e dei Marici, mentre Claudio Tolomeo la
attribuì agli Insubri.
Ticinum
La città assunse importanza al tempo dei Romani, con il nome di
Ticinum, dopo che fu raggiunta da un'estensione della Via Emilia,
nel 187 a.C. Poco è noto di Ticinum: era un municipium, nella città
venne eretto un arco di trionfo in onore di Augusto e nel IV secolo
era sede della manifattura di archi. Cornelio Nepote, il biografo,
nacque probabilmente a Ticinum. Il centro storico di Pavia, un
quadrato di circa 1 kmq, ha ancora oggi la tipica pianta derivata
dal castrum, l'accampamento militare romano, dotato di due assi
perpendicolari, il cardo e il decumano. La conservazione della
pianta della città è stata permessa dal fatto che la città non è mai
stata distrutta completamente.
Invasioni barbare e Regno Longobardo
La città venne saccheggiata da Attila nel 452 e da Odoacre nel 476.
Crebbe di importanza come centro militare nel periodo delle
invasioni dei Goti. Teodorico fece costruire un palazzo, dei bagni,
un anfiteatro e nuova mura. Narsete riconquistò Ticinum per l'Impero
Romano d'Oriente, ma dopo un lungo assedio la dovette cedere ai
Longobardi nel 572.
La città divenne, con il nome Papia, da cui il moderno "Pavia", la
capitale del Regno longobardo e come tale una delle più importanti
città italiane. Con la conquista di Pavia e la cattura di Desiderio
nel 774, Carlo Magno distrusse definitivamente la supremazia
longobarda.
Periodo carolingio
Ma la città continuò ad essere il centro del potere carolingio in
Italia e fu costruita una residenza reale nelle vicinanze (a Corteolona). Nella chiesa di San Michele Maggiore a Pavia,
Berengario I del Friuli e i suoi successori fino a Berengario II e
Adalberto II, furono incoronati Re d'Italia. Sotto il regno di
Berengario la città fu saccheggiata e incendiata dagli Ungari e il
vescovo fu ucciso. Nel 951 si celebrò a Pavia il matrimonio tra
Ottone I e Adelaide, che esercitarono un importante influenza sulle
relazioni tra l'impero e l'Italia. Ma, quando la successione alla
corona d'Italia venne contesa tra l'imperatore Enrico II e Arduino
d'Ivrea, la città appoggiò il secondo. La città fu quindi distrutta
da Enrico, che fu attaccato dai cittadini nella notte dopo la sua
incoronazione nel 1004. Nell'XI e XII secolo Pavia viene chiamata la
seconda Roma.
Ducato di Milano
La gelosia tra Pavia e Milano si trasformò in una guerra nel 1056 e
Pavia chiamò gli odiati imperatori. Non prese però probabilmente
parte alla battaglia di Legnano e in gran parte rimase schierata con
il partito ghibellino fino alla fine del XIV secolo. Dal 1360,
quando Galeazzo fu nominato vicario imperiale da Carlo IV, Pavia
cadde in pratica sotto la dominazione della famiglia Visconti e
parte del Ducato di Milano. Dovette pagare una terribile multa nel
1500 per via dell'insurrezione contro la guarnigione francese nel
1499 e nel 1512, dopo la vittoria di Ravenna, Pavia presentò a Luigi
XII, come segno di fedeltà uno stendardo magnifico, che fu però
rubato da mercenari svizzeri e spedito a Fribourg come trofeo di
guerra (oggi distrutto).
Occupazioni straniere
La città fu fortificata da Carlo V e così poté porr e resistenza a
Francesco I di Francia, che fu disastrosamente sconfitto nelle
vicinanze. Si tratta della famosa battaglia di Pavia (1525), tra i
francesi e gli Imperiali, vinta da questi ultimi, perché il capitano
di ventura forlivese Cesare Hercolani, ferendo il cavallo del re
Francesco I di Francia, ne permise la cattura, meritandosi il
soprannome di vincitore di Pavia e la gratitudine dell'Imperatore
Carlo V d'Asburgo. Legata a questa vicenda è la storia della "Zuppa
alla pavese", semplice zuppa con pane secco, uova, formaggio e burro
cucinata da una contadina al re appena fatto prigioniero. Si
racconta che al re piacque così tanto da farla inserire nel menù di
corte con il nome di "soupe à la pavoise".
Tuttavia due anni più tardi i francesi, guidati da Lautrec,
sottomisero la città ad un saccheggio di sette giorni; durante
l'assedio, il Castello Visconteo perse l'ala nord - la più bella,
perché conteneva gli appartamenti ducali, con stanze affrescate dal
Pisanello - e le due torri di nordovest e nordest, le campagne
attorno alla città furono devastate ed alcune chiese suburbane, o
vicine alle mura, furono distrutte o talmente danneggiate da non
essere più utilizzabili. Terminato il saccheggio, i francesi scesero
verso Piacenza, diretti a Roma. All'Hercolani non andò molto meglio:
fu assassinato, in casa sua, da sicari guelfi nel 1534.
Nel 1655 il principe Tommaso I di Savoia attaccò Pavia con un'armata
di 20 mila soldati francesi, ma dovette ritirarsi dopo un assedio
durato 52 giorni.
Pavia fu in seguito sotto diverse dominazioni straniere. Nel 1706 fu
occupata dagli austriaci, nel 1733 dai francesi, nel 1743 da
francesi e spagnoli; nel 1746 dagli austriaci, nel maggio 1796 da
Napoleone, che la punì per un'insurrezione condannandola ad un
saccheggio di tre giorni. Nel 1814 tornò sotto gli austriaci.
Regno di Sardegna
Il movimento rivoluzionario del Febbraio 1848 fu represso duramente
dagli austriaci: nel mese successivo per breve tempo le forze del
Regno di Sardegna ne ottennero il controllo, perdendolo però
subito
dopo, fino al 1859 quando Pavia divenne parte del regno insieme al
resto della Lombardia.
In molti periodi Pavia è stata il centro di grande attività
intellettuale. Qui Severino Boezio scrisse il De consolatione
philosophiae. La scuola legale di Pavia fu resa celebre da
Lanfranco, futuro arcivescovo di Canterbury. Francesco Petrarca
venne spesso qui a trovare l'amico Galeazzo II. Cristoforo Colombo
fu studente all'Università di Pavia intorno al 1465. Nel 1471 si
introdusse la stampa. Due dei vescovi di Pavia furono eletti al
papato, Papa Giovanni XIV e Papa Giulio III. Altro pavese illustre
fu Luigi Porta, famoso anatomista.
Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Pavia"
|