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La
zona di produzione del salame d’ oca è la provincia di Pavia. Fin
dal Medioevo la Lomellina, favorita dalle condizioni climatiche ed
ambientali, è la più importante zona per l’ allevamento di oche in
Italia, con epicentro a Mortara. I salumieri lomellini, riuniti nel
Consorzio Produttori contraddistinto da un apposito marchio
depositato, confezionano i loro prodotti d’ oca, tra cui il prodotto
leader della salumeria lomellina, il Salame d’ oca di Mortara
(composto di una parte di carne d’ oca e di due parti di carne di
suino ed immesso al consumo dopo la cottura) ed il Salame d’ oca di
Mortara Ecumenico (preparato esclusivamente con carne derivante dal
disossamento del petto dell’oca, senza l’ aggiunta di altro tipo di
carne e quindi stagionato per almeno sessanta giorni). A differenza
del primo, ormai popolare fra i buongustai in Italia e all’ estero,
il salame d’ oca Ecumenico è stato introdotto sul mercato da quasi
un decennio, grazie al lavoro di ricerca effettuato da appassionati
salumieri lomellini che si rifanno ad antiche tradizioni. Il salame
d’ oca ecumenico rappresenta un rarissimo esempio di unione, almeno
in termini gastronomici, delle tre religioni monoteiste: la
cristiana, l’ ebraica e la musulmana (che vieta il consumo di carne
di maiale).
La materia prima del salame d’ oca deve provenire da animali di
razza Romagnola incrociati con la Bianca di Embden. Incroci già
ampiamente sperimentati in Lomellina che hanno infatti dato vita ad
una nuova razza, la cosiddetta oca lomellina.
Il salame d’ oca è di diritto uno dei prodotti tipici più importanti
e famosi della provincia di Pavia e a Mortara, da diversi secoli,
spetta la palma di prima produttrice nel mondo.
Nella produzione del Salame d’oca di Mortara le materie prime sono
costituite dalle parti magre dell’ oca per il 30/35 %, dalle parti
magre del suino (coppa del collo e/o spalla e/o altre parti magre)
per il 30/35 % e dalle parti grasse del suino (pancetta e/o
guanciale) per il restante 30/35 %.
Il procedimento di lavorazione è simile agli altri tipi di salame:
trito di carni di oca e di maiale, impastate con sale, pepe ed aromi
di varia natura, avvolto nella pelle di oca, cucito e legato, ben
coperto da un panno. Dopo qualche giorno viene cotto in acqua calda
e una volta pronto fatto raffreddare. Il colore della fetta del
salame d’ oca indica la natura delle carni: al bianco del grasso,
fanno da contrasto il rosso scuro delle carni di oca e il rosato
delle carni di maiale.
Ottimo come antipasto o secondo piatto, non entra come ingrediente
in altre preparazioni
gastronomiche. Il salame d’ oca va sempre consumato dopo almeno un’
ora di cottura a una temperatura poco al di sotto degli 80° (cioè
senza far bollire l’ acqua) e servito sia caldo sia freddo. Nel
primo caso accompagnato dalla tradizionale mostarda lombarda o da
qualche salsa agrodolce. Ma anche con marmellate di verdure, come
broccoli, cipolla, spinaci, cavolfiori, purè di patate o una
polentina di granoturco un po’ morbida fa la sua bella figura. La
delicatezza della carne ne fa preferire l’ abbinamento a vini
bianchi, non troppo secchi e aromatici. |